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6 assurde e terrificanti “cure” medioevali per la peste nera

La Peste Nera è uno degli avvenimenti storici più importanti del Medioevo, tanto da essere riportato immancabilmente su tutti i libri scolastici. L’epidemia partì dall’Asia e, a causa degli intensi scambi commerciali, si diffuse rapidamente in tutta Europa provocando la morte di 75 milioni di persone: un numero oggi impensabile per la più pericolosa delle epidemie che potrebbero colpire la popolazione.

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Ciò avvenne perché, come si può immaginare, nel Medioevo non vi erano le conoscenze né gli strumenti adatti per far fronte alla malattia. Quest’ultima causava la morte in un breve periodo di tempo, e le persone colpite soffrivano di forti dolori, emorragie e degli ormai “famosi” bubboni (da qui il nome di peste bubbonica).

Nonostante le scarse conoscenza, nel loro piccolo gli “esperti” tentarono di combattere la Peste Nera con alcuni metodi rudimentali ma soprattutto terrificanti.

Teriaca

Questo fu certamente il più dolce dei rimedi, che tuttavia non funzionò. Si tratta di un antidoto a base di melassa, solitamente utilizzato per altre malattie. La melassa doveva fermentare per dieci anni e produrre i lieviti adatti allo scopo curativo.

Salasso

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Si tratta di un metodo molto utilizzato dall’Ottocento a.C. e consisteva nello sfruttamento delle sanguisughe. Per quanto possa apparire ripugnante, ancora oggi le sanguisughe vengono utilizzate efficacemente nei trattamenti estetici. Servono a rimuovere la pelle morta e a stimolare la produzione di globuli rossi. Per la Peste Nera, però, non erano così efficaci.

Smeraldo

Questa era una cura riservata solo ai Re, per ovvi motivi. Consisteva nel polverizzare degli smeraldi e dunque ingoiarli mischiandoli all’acqua o al cibo. Peste Nera 1 – 0 Smeraldo.

Escrementi

Questo non solo è un metodo inefficace, ma risulta addirittura peggiorativo rispetto alla stessa Peste Nera. In pratica si incideva la pelle colpita dai bubboni e al suo interno si applicavano escrementi umani. In questo modo, oltre alla peste riuscirono a dare inizio ad una serie di nuove infezioni ed epidemie.

Urina

L’igiene è importante e quando si ha la Peste Nera lo è ancora di più. Non uno ma ben due bagni al giorno erano consigliati… nell’urina. In realtà veniva consigliato anche di bere un paio di bicchieri al giorno. Chi non aveva abbastanza urina, poteva acquistarne da appositi commercianti.

Pollo

Questo è un altro di quei metodi che contribuì ancor di più alla diffusione della peste. Consisteva nello spiumare la zona anale di un pollo vivo, per poi fissarlo a contatto dei bubboni. In teoria la malattia doveva abbandonare l’uomo per andare al pollo. In questo modo l’epidemia cominciò a diffondersi anche nel mondo animale.

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