Benessere e Salute

La lamentela danneggia i neuroni

Al giorno d’oggi lamentarsi dell’andamento della vita è una vera e propria necessità dovuta alle condizioni non propriamente favorevoli che ci riserva il mondo del lavoro e di conseguenza la situazione economica, nonché quella sociale.

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È raro incontrare qualcuno che sia soddisfatto della propria esistenza o quantomeno la affronti in modo razionale; è molto più comune, invece, incontrare persone che parleranno delle proprie sfortune, dei propri problemi e eccetera eccetera.

Benché si tratti di una reazione spontanea e naturale ai problemi della vita, è stato provato che vivere sotto assedio delle lamentele (proprie e altrui) influisce in modo negativo sul cervello fino ad intaccare le nostre capacità.
Proprio così. La lamentarsi e dedicarsi a chiacchiere inutili ha un effetto nocivo sui neuroni, i quali – essendo sottoposti regolarmente a situazioni simili – tenderanno a “riposarsi” non essendo utili alla conversazione e alla risoluzione dei problemi. Quando tale inerzia dei pensieri si presenta in modo continuo e regolare, lo stato di scarsa attività dei neuroni si stabilizzerà con il tempo, rendendo in questo modo il nostro cervello meno capace rispetto alla condizione originaria.

Qual è la soluzione? No, non è quella di ignorare i problemi e far finta che tutto vada per il verso giusto (gli effetti sarebbero pressoché gli stessi delle continue lamentele), al contrario bisogna imparare a considerare le circostanze in modo obiettivo e dunque assumere un atteggiamento propositivo: Come posso risolvere questa situazione? Qual è il tentativo da attuare affinché questa cosa migliori?

Certo, non possiamo risolvere i dilemmi del nostro paese né la fame nel mondo, tuttavia il nocciolo della questione sta nell’atteggiamento. Lagnarsi senza scopo alcuno è come dire ai neuroni “state tranquilli, non servite, potete mettervi a riposo”, mentre discutere razionalmente di un problema, cercando di analizzarlo e magari di essere costruttivi, tiene in allenamento i responsabili della nostra attività cerebrale, la quale con lo stimolo tende inoltre a migliorarsi.

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