Benessere e Salute

Il recettore del cervello responsabile dell’OCD (disturbo ossessivo compulsivo) è stato identificato

Il disturbo ossessivo compulsivo (OCD) può manifestarsi in diversi modi curiosi, che vanno da un impulso ripetitivo di lavarsi le mani alla costante necessità di verificare se la porta è stata chiusa. Nonostante i diversi sintomi della condizione, una nuova ricerca suggerisce che l’OCD può essere causato da un unico recettore, fornendo in tal modo un chiaro obiettivo per il trattamento del disturbo e il trattamento con nuovi farmaci.

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Sulla rivista Biological Psychiatry è stata pubblicata la scoperta da parte di un team di ricercatori guidati da neuroscienziati della Duke University. Nella pubblicazione, viene descritto come i topi privi del gene chiamato Sapap3, che svolge un ruolo nella formazione di sinapsi tra le cellule celebrali, hanno sviluppato un’eccessiva tendenza a pulirsi. Questa scoperta ha portato ad ipotizzare che lo stesso gene può essere in gran parte responsabile dell’OCD negli esseri umani, ma i meccanismi alla base di questo effetto, rimangono ancora un mistero.

Gli autori dello studio, hanno iniziato a misurare l’attività neurale in una regione del cervello dei topi chiamato dorsolaterale (DS) che contiene cellule chiamate neuroni striatali di proiezione (SPN), che svolgono un ruolo importante nel coordinamento delle attività. L’attività dorsolaterale si divide in due percorsi: dirett ed indiretti. La stimolazione dei SPN appartenenti all’attività diretta tende a promuovere l’azione, mentre l’attività indiretta tende ad inibirla.

I ricercatori hanno scopertoche, rispetto ai topi normali, quelli privi del gene Sapap3 tendevano ad avere una via diretta iperattiva, che sembrerebbe spiegare il motivo per cui sono così inclini a ripetere le stesse azioni più volte. Guardando più da vicino l’attività neurale dei roditori, i ricercatori hanno scoperto che un particolare recettore chimico chiamato mGluR5 era costantemente attivo nel cervello dei topi OCD.

Questo recettore, a sua volta, aumenta l’eccitabilità dei SPN diretti, portando il team di scienziati a sospettare che mGluR5 potrebbe essere il colpevole dietro l’OCD, andando a controllare l’iperattività dei circuiti cerebrali che coordinano l’azione.

Sulla base di questa scoperta i ricercatori hanno iniettato al topo una sostanza chimica che disattiva i recettori mGluR5, notando che il loro comportamento OSD scompariva in pochi minuti. La reversibilità dei sintomi è stata immediata.

Anche se i risultati di questa ricerca devono essere ancora confermati sugli esseri umani, forniscono agli scienziati un ottimo punto di partenza per lo sviluppo di nuovi trattamenti per l’OCD, suggerendo che il blocco di un singolo recettore possa curare la condizione.

FONTE: www.iflscience.com

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